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L'Ottavo Ramo

Nel grande albero dell’Educazione d’ispirazione libertaria al quale si riferisce il Kiskanu, è cresciuto un nuovo ramo, l’Ottavo.

Frutti dedicati ad esso, sono Irene, Sabrina, Patryk, coloro che con coraggio hanno scelto nel  Settembre del 2008 di creare e crearsi un percorso di supporto allo studio di Scuola Media Inferiore o Secondaria di Primo Grado, all’interno dell’adesione al progetto etico e libertario del Kiskanu e che già dall’ anno scorso hanno sviluppato assieme a Dimitri, Pietro e Pierfrancesco con le loro forze di vita, la nuova attuale ramificazione di Area Ottava.

Otto anni assieme: Irene la memoria storica del kiskanu. Kiskanu 2011

Sabrina? Forza vitale e Felicità. Area VIII. Kiskanu 2011

Pierfrancesco, uomo-cavallo di Area VIII. Kiskanu 2011

Vi ricordate di "Pietro il Grande"?. Kiskanu 2011

Pat & Dim: il gatto e la volpe? Oppure dog & cat? Chissà, dipende dalla giornata. Area VIII. kiskanu 2011

Il "covo" di Area VIII. Kiskanu 2011

Sentiamoli dunque parlare col cuore, raccontare la loro realtà, i loro sogni (ad occhi chiusi e ad occhi aperti), esprimere le loro emozioni e mettere in chiaro le quotidiane esperienze fatte nella vita e nella pratica di Studio:

I miei anni con Giulio

Un anno fa arrivai in questa scuola stupenda il kiskanu.

Il primo giorno che ho fatto lezione era molto rilassante e bello.

Poi ho cominciato ad ambientarmi, è sempre stato molto divertente, le lezioni erano molto diverse dalle altre scuole, tipo facendo storia a fumetti o disegnando molto,poi il maestro Giulio è sempre molto simpatico ma a volte severo anzi quando si arrabbia molto severo.

L’ unico svantaggio o anche vantaggio è che tutti gli anni ci sono gli esami perché le altre scuole statali credono che non facciamo niente per tutto l’ anno.

Poi una cosa particolare di questa scuola è che facciamo molte lingue in più delle altre scuole del tipo italiano, inglese, spagnolo, iraniano, senegalese, runico e greco antico, e poi in più delle altre scuole facciamo filosofia di Epitteto.

Facciamo spesso uscite didattiche e quando non c’è freddo andiamo al

Parco Buri a giocare.

Ora siamo gia in ottava cioè ( terza media) volevo essere stato in questa scuola dalla prima elementare ma invece sono arrivato troppo tardi.

Secondo me è la migliore scuola al mondo!!

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Cinque anni fa, quando ho visto per la prima volta il maestro Giulio, vidi che era altissimo,quasi due volte me, dovevo alzare la testa per guardarlo in faccia. Poi con quella barba lunga, non mi ricordo bene cosa mi immaginavo allora di lui.

All’inizio ero timida, poi con lui ho fatto i primi temi,ho imparato bene l’inglese,la mia preparazione è grazie a lui. Poi con gli anni ho stabilito un bel rapporto con lui… non mi sento insicura più con lui…

Il primo anno che ho passato con lui è stato il più bello, abbiamo fatto le rune(lettere dei vichinghi abbiamo fatto l’alfabeto futarch quell’ anno lì), i vichinghi, la runa che ho trovato io, perché si andava nel bosco a cercarle, è al sa , una specie di saetta, che rappresenta la luce il sole, e la u , che rappresenta la pioggia, l’acqua.

Ed eravamo in nove in quarta:Io, Bruno,Andrea,Gian Piero,Emma, Irene,Arianna,Lorenzo. Erano tutti miei amici, e ancora adesso ho contatti con loro,apparte con Arianna e Lorenzo. Dopo la quinta dove ho fatto il mio primo esame, poi viene la sesta, che da nove ci siamo ritrovati in tre: Io, Patryk e Irene. Quell’anno lì siamo andati sulla cima del monte Baldo e abbiamo fatto tante altre escursioni didattiche, perfino a cavallo… e devo dire che è stato bellissimo.

La settima, da tre siamo ritornati in sei:Io Pierfrancesco, Patryk,Dimitri e Irene.

Si lo so… quattro maschi e due femmine e li abbiamo sopportati per quasi due anni, ma mi sono divertita lo stesso, quell’anno lì siamo andati in gita, a barca a vela, è stato bellissimo! Mi sono divertita un sacco.

E ora l’ottava,l’ultimo anno, posso solo immaginarmi che andrà tutto bene all’esame di VIII e che passeremo tutto un ottimo anno

Sabrina Scialdone classe VIII


Irene, Classe VII con una delle sue creature di lana. Kiskanu 09

Irene, Area VII con una delle sue creature di lana. Kiskanu 09

Chiudo gli occhi, mi addormento e sogno che…

Sogno che sono in un grande bosco, non l’ho mai visto ma lo conosco alla perfezione: è pieno di alberi, arbusti, fiori, felci e altre piante, è primavera, davanti a me si stende un prato pieno di margherite e pratoline, violette bocche di leone e molti altri fiori. Mi giro, dietro di me c’è un muro, un muro che non conosco, è pieno di edera di un verde smeraldo, aldilà del muro c’è un albero, un frassino, con le foglie verde chiaro piccole e grandi.

Che cosa c’è dietro il muro? Se provassi a scavalcarlo ci riuscirei? Potrei scivolare giù dall’albero invece che scendere dal muro una volta in cima? Una marea di domande mi avvolgono la mente, decido di provare.
Con mia sorpresa riesco a salire in poco tempo e molto facilmente, mi aggrappo all’albero, e tenendomi ai rami scendo velocemente. Mi guardo intorno, sono in mezzo ad un prato immenso di cui non vedo i confini, l’unica cosa che vedo oltre al prato, al muro e al frassino è una quercia grande e imponente, con il tronco di almeno tre metri e alta dieci.

Alla base della grande quercia c’è un punto dove il legno è più scuro, mi avvicino e scopro che c’è una porta, una porta fatta a forma di cuore, la spingo e si apre, decido di entrare e vedere cosa c’è oltre. Entro, con mio grande stupore vedo un viavai di fate, elfi, folletti, gnomi, nani e altri personaggi di quel tipo, sono in groppa a libellule, farfalle, grilli, cavallette e altri animaletti oppure, a piedi, altri volano, sono tutti molto indaffarati e sembrano non vedermi, richiudo la porta dietro di me e li sto’ a guardare mentre fanno i preparativi di quella che alla fine sembra una festa. Io sono diventata della loro dimensione, ancora sembra che io sia invisibile o, almeno, fino a quando una piccola bimbetta, che a vederla sembra di circa quattro anni, non mi viene davanti con aria interrogativa.

Io le racconto come sono finita lì, lei invece narra cosa stanno facendo, scopro che è nata la figlia di una fata, questa fata è la fata regina e la nascita di una piccola principessina è un grande evento.
Scopro che la bimba che mi sta’ parlando è la sorella maggiore della nuova nata e che si chiama Alba, mentre la piccolina Aurora.
La piccina mi porta davanti a quella che lei chiama “Mammafataviola” che, mi spiega, vuol dire che è la sua mamma, che è una fata e che si chiama Viola.

La regina Viola mi accoglie e mi fa’ vedere il paese nella grande quercia, che, guarda caso, si chiama proprio così “Grande Quercia”.
Assisto alla grande festa vicino ad Alba che, pur avendo, come dice lei, “quattro anni”, mi spiega tutto molto dettagliatamente.
Arriva sera e la festa a Grande Quercia finisce, Alba mi accompagna per il “sentielo fatato” che conduce alla “glande polta”, mi saluta e mi regala un braccialetto e una collana di perle, rubini, ametiste e cristalli.

Felice esco e mi ritrovo nel prato immenso con il muro, la quercia e il frassino, mi arrampico sul frassino e scivolo giù dal muro, vado nel prato pieno di fiori, mi stendo sotto un cespuglio e mi addormento, nello stesso tempo mi sveglio dal sogno e mi ritrovo nel mio letto, nella mia camera, nella mia casa. Ripenso al sogno che ho fatto e lo scrivo nel mio diario. Poi scopro di avere al collo la collana e, al polso, il braccialetto che la piccola mi ha regalato.

Irene, Classe VII 2009-2010

Dimitri, magico Sciamano siberiano. Kiskanu 09

Dimitri, magico Sciamano siberiano. Kiskanu 09

Il mio incontro con il Maestro del Suono Davide Bazzani

Il mio incontro con il Maestro Davide Bazzani è stato bellissimo perché lui è il “Maestro del suono”.

All’inizio della giornata, verso le 9:43, siamo andati a prenderlo alla Madonna di Campagna (S.Michele-Verona) e, l’Irene, ha ripreso la scena e poi ha ripreso di nuovo quando siamo scesi dal furgone.

Dopo, ci ha spiegato cosa c’è nell’orecchio e che, il nostro orecchio, può percepire le onde sonore che vengono trasformate in vibrazioni e che queste vengono trasferite nell’orecchio medio dove c’è il timpano, il martello, l’incudine e la staffa.

Il martello, l’incudine e la staffa, fanno da amplificatori aumentando o diminuendo le vibrazioni che, a loro volta, sono trasferite alla coclea (che si trova nell’orecchio interno che ha nove canali semicircolari, la coclea, il nervo acustico e la tromba di Eustachio) che contiene due camere piene di liquido.

Così, le vibrazioni vengono trasmesse alle ciglia bagnate dal liquido della coclea che trasmettono poi a loro volta, le informazioni al cervello. Il nostro udito sente  da 20Hz fino a 20KHz.

20hz è più piccolo e quindi si sente di meno, invece 20KHz è più grande e quindi è molto forte; dopo i 20 KHz vengono gli ultrasuoni che solo i pipistrelli o altri animali possono percepire, e invece prima dei 20Hz ci sono gli infrasuoni che anche questi noi uomini non possiamo percepire.

Dopo questa magnifica lezione, siamo andati a mangiare (oggi c’erano gli spiedini e pesche sciroppate), dopodiché abbiamo giocato e, dopo, alle 14:08 abbiamo fatto un’altra lezione sempre con il Maestro Davide Bazzani e siamo andati con il “maestro” Giulio (che gli piace tanto il nero e così ama il mixer nero che ha portato oggi l’altro Maestro) nel bosco e abbiamo registrato con il microfono (quello con l’asta lunga) il rumore dei passi sulle foglie secche, il cinguettìo degli uccelli, il vento, le formichine che camminavano e la Sabrina, io e il maestro che correvamo.

Dimitri, Area VII 2009-20010

Patryk Classe VII: Pace per il Tibet ! Kiskanu 09

Patryk Area VII: Pace per il Tibet ! Kiskanu 09

Il kiskanu sottoterra

Oggi mercoledì sette Ottobre, vi racconto un desiderio:

Il Kiskanu si trova in Villa Buri a San Michele.

La sede dove c’è anche il Kiskanu è enorme, il cortile è composto da: due campi di calcio, uno di pallavolo e un bosco grandissimo dove ogni giorno facciamo l’Askesi.

L’Askesi è un esercizio di respirazione che serve per concentrarsi prima dei ripassi sulle materie scolastiche, poi, facendo una corsa andiamo su. Mentre montavo un campanello sulla porta, il maestro ci chiamò in aula esposizioni, noi ci siamo seduti e il maestro Giulio incominciò il suo breve discorso: “Ragazzi che ne dite di comprare un campo e costruire sotto terra la nostra realtà di studio?”

Non facemmo tempo a dire “sì”, prese la sua mano e cominciò a fare il disegno di un albero. Ci spiegò nei minimi dettagli quello che voleva costruire ma io, lo interruppi per dirgli di aggiungere…il campanello.

Ora vi racconto come la voglio fare io: prima di tutto facciamo un buco per entrare e il corridoio principale lunghissimo, poi vicino alla porta, vorrei fare due stanze che servono per l’impianto elettrico.

Andando più su metterei due corridoi, uno da una parte e l’altro dall’altra che portano a delle aule, quella della “Prima” e quella della “Prima Media” poi, un altro corridoio uguale a quelli di prima ma un po’ più lunghi e lì metterei la “Seconda” e la “Terza”, poi, un altro come prima e ci metterei la “Quarta” e la “Seconda Media” e, infine metterei la “Quinta” e la “Terza Media”.

Alla fine del corridoio farei una stanza enorme, metà per le riunioni e l’altra metà per informatica. Sopra, per far passare la luce, metterei delle “lastrone” di vetro, anche delle luci azzurre per la sera. Metterei un impianto stereo con un CD che continua a dire :”Ciao, ciao, ape, ciao ciò ” per ricordarci della Maria Vittoria che era una bambina che veniva al Kiskanu ma ora è andata via.

Inoltre, prima che mi sfugga, farei una enorme sala per Camilla che è una bambina che “ha dei problemi” ma, per me non li ha perché io oggi ho provato a stare insieme a lei e mi è saltata addosso perchè il maestro Giulio le faceva degli scherzi e io, ho provato una grande emozione di felicità perchè nessuno mi era saltato addosso in quel modo e stretto forte forte, da lì ho capito una cosa, che le persone non bisogna sottovalutarle per come sono fuori ma, apprezzarle per come sono dentro.

Poi in questa grande zona di studio vorrei metterci anche dei cavalli così, soprattutto la Sabrina li cavalcherebbe. E quando torniamo nelle aree a noi dedicate e sentiamo dei rumori strani, guardiamo su e vediamo la Sabrina che ci fa’ “ciao” con la mano.

Per me questa sarebbe la mia “scuola”.

Patryk, Area VII, 2009/2010

Sabrina sotto l'Yggdrasill di Classe VII

Sabrina sotto l'Yggdrasill di Area VII

Con gli altri Allievi Stoici costruisco

un razzo di legno

ad energia tratta da fiori di camomilla

e…viaggio tra i pianeti

Voglio costruire il mio razzo facendolo tutto di legno e, dentro ci metto una specie di pappetta fatta con i fiori; duro come l’acciaio lo farei, a forma di casetta un po’ piu’ stretta e, che va nello spazio solo se dico una parola che e’: “hannimma” ed e’ un segreto perche’ io gli ho dato questo nome.

Nella mia specie di casetta ho invitato Patryk, Dimitri, Irene e il “Maestro” Giulio, pero’ loro mi hanno detto che dopo vorranno continuare da soli la strada con le loro navicelle. Entrati uno a uno nella casettina dissi la parola “hannimma” e, la casetta parti’.

A un certo punto, gli altri mi dissero: “adesso pero’ dobbiamo scendere!” Allora, grazie ad un cunicolo che portava alle loro navicelle, uscirono dalla mia casetta e cosi’ gli dissi: “ci vediamo sul pianeta terra!” Chiusa la porta, il razzo mi condusse in mezzo al cosmo.

Li’ c’erano quattro pianeti: uno e’ quello della Fantasia, l’altro e’ degli Animali, poi c’e’ il Sole e la luna.

Una leggenda dice:”che un uomo si trova in mezzo al cosmo e attornoci sono quattro pianeti e, sia nel regno degli Animali che in quello della Fantasia che nel Sole e nella Luna, quell’uomo e’ il loro dio. Se dunque un uomo andra’ nel pianeta degli animali, potra’ parlare con loro e loro saranno onorati di parlare con un ‘mito’ che, secondo loro anni e anni prima doveva venire. La stessa cosa cosa capita con ognuno degli altri pianeti.”

Io decisi dunque di andare in un pianeta verde. Quando misi i piedi per terra, vidi nascere all’istante dei fiori chiamati Sabrishna e, mi condussero al tempio delle fate. Io entrai e una fata mi balzo’ davanti. Io urlai: “HAAAAAAA!!!!!!!” e lei urlo’ insieme a me: “HAAAAAA!!!!!” e io le dissi: “ma tu…tu sei una fata!!!” e lei rispose: “ma dai…e tu chi sei?” e io risposi: “io…io sono un umano ma, dove cavolo mi sono cacciata?”, lei mi specifico’: “tu…tu…” e io dissi: “io…io…”, la fata parlo’ chiaramente: “tu…tu sei nel mondo della Fantasia!…, a proposito, mi chiamo Sabrina e tu?” Le risposi: “io mi chiamo Sabrina…” cosa? Tu sei “me”, voglio dire, tu ti chiami come me?”

Lei si mise a ridere ma poi disse: “E’ vero!!” Alla fine mi spiego’ tutto e io capii che ero il suo dio, ma dopo mi porto’ a vedere tutto il suo mondo che aveva all’interno: “Folletti, Gnomi, Nani, Hobbit e Cruc, delle specie di folletti che hanno ali come le farfalle, tutte colorate”.

Tutti mi salutarono, erano tutti molto gentili, non come noi umani. Loro pero’ mi dissero: “ora devi andare in un altro mondo e dovrai camminare stando attenta, pero’ non ti dimenticare che se vuoi continuare dovrai credere in te stessa.”

La fata Sabrina mi condusse alla mia casetta e mi fece una magia che mi porto’ in una prateria, una enorme distesa con tantissimi cavalli e io vidi li’, tra tutti i cavalli che c’erano, proprio uno che mi piaceva e che si illumino’. Allora io andai verso di lui ed egli inizio’ a parlare:”ciao, io sono Alba, ma…tu sei la nostra dea Sabrina!”

Io le risposi: “Si’, … sono proprio io”.

Lei (era una cavalla) mi disse: “Vieni sopra di me, ti porto in un posto che sarai felice di scoprire”.

Io salii sulla sua schiena e al galoppo lei mi porto’ vicino al Mondo del Sole e mi indico’: “Vedi qua, ci sono solo cavalli, i tuoi preferiti ma, gli altri sono intrappolati la’, allora prendi questo e vai la’ poi, appoggia una lacrima di cavallo che hai nella boccetta sopra a un animale che vuoi tu”.

Io le dissi: “Va bene!”. Mi diressi verso dove diceva Alba, attraverso montagne, laghi e colline, poi, vidi davanti a me un dromedario bianco imbalsamato, con dietro tanti altri animali. Allora dissi:”E’ qua dove dice Alba.” Poi, feci sgocciolare le lacrime davanti al muso, dopodiche’ lui apri gli occhi e tutti gli altri animali dietro di lui, a decine di migliaia scomparirono.

Il dromedario bianco allora disse: ”ahh, grazie di averci aiutati” Io gli dissi:”Non e’ niente”.

Lui mi fece vedere il Mondo della Luna poi, mi porto’ nel Mondo degli Animali dove vidi un sacco di creature che si divertivano. Cosi’, io salutai tutti, anche le fate e andai nella casetta e volai nel Pianeta Terra. Tutti gli anni io andro’ a trovarli.

Sabrina, Area VII 2009-2010