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Il Sesto Ramo

Barbara, una super accompagnatrice che spakkka! Area VI.Kiskanu 2011

Studio d'assieme. Area Sesta e Settima. Kiskanu 2011

Ed ecco anche le sensazioni ed emozioni dei Ragazzi del Sesto Ramo del Kiskanu. Un insieme variopinto di “Allievi” che giorno dopo giorno diventano sempre più “Persone”, grazie a quel magico incontro che quotidianamente riescono a creare nel gioco e nello studio per mezzo della loro particolare compagine di “lungo corso itinerante”, sapientemente accompagnata dalla nuova e intraprendente facilitatrice agli Studi, Barbara. Ascoltiamoli nei loro scritti:

IN MONTAGNA CON MIO CUGINO

Era l’ora della partenza…. Io e mio cugino eravamo molto emozionati.Lo zaino era pronto con tutto l’occorrente: borraccia,corde, picozza,mantellina, tenda e sacco a pelo-

Partimmo con l’aereo; la nostra meta era il monte Everest. Finalmente ecco davanti a noi la montagna più alta del mondo. Che emozione!

Con il nostro zaino comminciammo ad avvicinarci alla base della montagna. Il tempo era molto bello. Avevo un po’ di paura ma ero molto contento. Iniziammo a salire; dopo 8 ore di cammino era arrivato il tramonto e decidemmo di piantare la tenda e dormire nei nostri sacchi a pelo. Il mattino del giorno dopo, quando uscimmo dalla tenda, tutto era coperto di neve. Non potevamo continuare la salita anche perchè con il passare del tempo la situazione peggiorava. Eravamo in mezzo ad una tempesta di vento e neve. Decidemmo così di fermarci per un’altra notte. Dopo 2 giorni di bufera cominciammo a preoccuparci seriamente. A mio cugino venne l’idea di chiamare il soccorso alpino che non rispose. L’unica alternativa era provare a scendere. Buttammo giù gli zaini dai crepacci e iniziammo la discesa.

Ad un certo punto mi persi; ero finito fuori pista e non vedevo più nulla. Avevo molta paura! Poi seniti la voce di mio cugino che mi chiamava. Ero felice di averlo ritrovato.

Finalmente arrivammo al campo base e lì bevemmo un po’ di te che ci siamo fatti scaldando della neve. Ci mancava il cibo, eravamo stanchi e morti di fame. Finalmente trovammo un rifugio dove ci siamo ordinati un buon panino e ci siamo riposati.

Il giorno dopo prendemmo l’aereo per tornare a casa. Eravamo ancora molto stanchi ma felici e già stavamo organizzando la prossima scalata.

Tommaso Quaratino

Tommaso tra le nevi del parco. Kiskanu 09

Tommaso tra le nevi del parco. Kiskanu 09

Ed ora è la volta di Thomas. Sentiamo cosa ci racconta:

LO SCETTRO MAGICO

Un giorno, mentre stavo andando a fare la spesa per una pozione magica, vidi gli altri stregoni tristi e cupi. Tornai di corsa al mio castello, feci subito una pozione chiamata “Pozione della salute”. Mentre stava bollendo andai subito fuori a prendere un po’ di terra. Misi la terra nel calderone e venne fuori una nuvola bianca che subito diventò nera: voleva dire che la terra stava male. Cercai su un libro antico qualcosa che potesse aiutare la terra, vidi uno scettro d’oro con un diamante. In basso allo scettro che era di colore verde e sul  l’oro c’erano disegnati otto draghi e due lepri.

Mi preparai per partire alla ricerca dello scettro, avevo uno zaino con dentro alcune pozioni e la bacchetta magica, avevo la mappa in mano e all’improvviso spuntò fuori dallo zaino il mio falco che  mi voleva accompagnare. Dopo un po’ vidi un ponte che era sorvegliato da un uomo. Era di statura media, la sua corporatura era grassoccia, i suoi capelli erano lunghi e lanosi, gli occhi erano a mandorla e cisposi mentre le ciglia lunghe e le sopraciglia folte. La faccia rubiconda aveva un naso adunco con la bocca larga e le orecchie piccole. Gli chiesi se potevo passare, lui mi disse di sì ma solo alla condizione di dargli cinque euro. Presi il mio portafoglio e glieli diedi. Mi fece passare, ma una volta in mezzo lui iniziò a tagliare le corde. Presi la pozione per trasformarmi in un falco così potei volare in alto. Dopo dieci minuti la pozione svanì. Presi la bacchetta magica e aggiustai il ponte con dei fili d’oro, così non poteva più tagliarli. Continuando a camminare vidi uno stagno incantato: tutto quello che ci buttavi dentro diventava d’oro. Continuando mi venne fame ma mi ero dimenticato la merenda per fortuna c’era una casa piccolina, bussai e mi aprì un vecchio compagno di scuola di magia, che si chiamava Ludovico. Era anche il mio migliore amico! Subito sulle sue spalle arrivò un picchio e lui mi disse che era il suo animale sciamanico. Gli feci vedere il mio falco e loro diventarono amici. Entrai in casa e gli chiesi se poteva darmi un panino, Ludovico me lo diede. Parlammo un po’ e gli dissi cosa era successo. Gli raccontai che dovevo andare a prendere lo scettro e lui mi rispose che sarebbe venuto volentieri se non avesse avuto degli impegni. Presi il mio falco e ce ne andammo.

Ci accampammo per la notte sotto un albero, con la bacchetta accesi il fuoco ed iniziai a dormire, dopo un po’ iniziò a piovere allora feci un incantesimo che fece una barriera. La mattina dopo iniziai subito a camminare, lo scettro era sulla vetta di una montagna, dentro un castello pieno di trappole e un guardiano gigante. Per arrivare dovevo attraversare un lago poi sconfiggere un mostro e per finire incontrare due ciclopi e un elefante. Vidi subito il lago che poteva trasformarti in una rana. Fortunatamente lo passai e vidi il mostro con due teste, otto braccia, due occhi perforanti e dei capelli bianchi. A quel punto presi una pozione per trasformarlo in una formica. Dopo un po’ vidi i due ciclopi e l’elefante, presi la bacchetta e li trasformai per un’ora in alberi. Mi arrampicai subito sulla montagna, entrai nel castello schiacciai un sasso e mi cadde addosso una serie di sassi,  feci immediatamente un incantesimo per distruggere le pietre. Andando avanti mi cadde addosso un cerchio di fuoco, lo spensi all’istante con l’incantesimo dell’acqua. E poi arrivò giù dalle scale un altro sasso che distrussi con il pensiero. Nella sala dello scettro c’era il guardiano, mi avvicinai e all’improvviso con un pugno mi buttò giù la bacchetta e lo zaino; io scappai ma la porta si stava chiudendo e il mostro mi venne contro. All’improvviso un raggio magico colpì il mostro, presi subito lo zaino e la pozione per trasformarlo in una lumaca. Mi chiesi chi aveva lanciato il raggio magico, mi girai e vidi un’ombra, era l’ombra del mio amico Ludovico che mi aveva seguito. Gli dissi grazie e presi lo scettro.

Tornai felice a casa, ora potevo preparare la pozione, metterla sulla terra per la gioia al pianeta. Poco dopo andai a vedere la città, vidi che era tutto a posto, tornai a casa e feci una festa con Ludovico, grato del suo aiuto e gioioso della buona riuscita.

Verona, 10 dicembre 2009 Thomas Poiani, 10 anni

Thomas (in primo piano) indomito capo "moscerini". Kiskanu 09

Thomas (in primo piano) indomito capo "moscerini". Kiskanu 09