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AREA SESTA

L’area di studio VI (corrispondente alla Prima Media Inferiore), 2011-2012 del kiskanu, attua autonomamente, mantenendo un naturale contatto con le altre ramificazioni della scuola, una particolare ricerca educativa di sentire libertario. E’ seguita da un accompagnatore, Giulio, coadiuvato nel lavoro dall’esperienza del Collegio di Studi e arricchita dagli apporti dei facilitatori di Materia (Informatica-Eugenio; Spagnolo-Patricia; Matematica-Nicolò;  Musica e Disegno Tecnico-Davide; Letteratura Italiana-Pierluigi; Inglese-Giulio; ecc.) crea quotidianamente il suo percorso di crescita per mezzo dei fattori dell’incidentalità e della non-direttività nell’apprendimento. Ogni lezione parte da proposte mattutine discusse tra i partecipanti allo studio di classe e, si sviluppa sulla base dell’adesione e delle continue modificazioni didattiche e di progetto d’incontro, che il gruppo d’interesse collettivo alla fine decide. Tutte le Materie, anche quelle ritenute generalmente “obbligatorie”, sono rese nella pratica “facoltative” e, chi segue o meno l’attività giornaliera concordata, si prende la responsabilità di assistere o di non assistere, di seguire o di abbandonare la lezione. E’ dunque possibile che, durante lo svolgimento degli studi, i ragazzi lascino il proprio posto ed escano dall’aula, per poi ritornarvi a loro piacere, quando si risveglia nuovamente il loro interesse all’approfondimento. L’area di studio VI del kiskanu è dunque auto-organizzata con modalità che ricordano l’ambiente universitario. Ognuno è chiamato a partecipare al proprio percorso di maturazione in ambito scolastico, sulla base della gioia, della consapevolezza, del piacere di ricercare e di far crescere la propria auto-educazione e non sulla forzatura dell’ “obbligatorietà”. L’accompagnatore è finemente collegato e ibridato con i ragazzi, opera come voce d’esperienza  (quando c’è), chiarendo situazioni di studio e di vita complesse, precisando alcune pratiche d’attenzione e di concentrazione nelle esplorazioni di materia, senza proporsi come referente d’autorità. La sua posizione, all’interno del gruppo di ricerca è dunque pari a quella di tutti i partecipanti, considerando che ogni ragazzo insegna a chiunque e a chicchessia il suo sapere. Il cammino della VI 2011-2012 prevede consequenzialmente i successivi passi di crescita di classe VII e VIII (Seconda e Terza Media inferiore). Attualmente, il ritmo delle mattinate di partecipazione allo studio è cadenzato da materie quali: esercizio d’incontro mattutino, alfabeto artistico ebraico, grammatica italiana comparata, scienze del corpo-carbonio, storia della costruttività, e assieme delle Materie considerate tradizionali, svolte con un’attenzione particolare al “come” possono venire dipanate, seguendo itinerari imprevedibili.

In sintesi, ecco alcune indicazioni riflesse nella sperimentazione educativa di Area VI:

⁃ l’accompagnatore deve accettare di mettere in discussione il proprio “ruolo”. Così facendo deve essere  in grado di creare un clima di fiducia, di accoglienza, di comprensione reciproca e di empatia.

⁃ I ragazzi vengono posti di fronte a problemi da loro avvertiti come reali. Essi dunque gestiscono le proprie motivazioni interiori sulla base delle percezioni ambientali e tramite gli incontri umani che si creano nella micro-comunità, al di là della presenza di accompagnatori adulti. Ogni loro stato d’essere è dunque accolto come importante.

⁃ L’accompagnatore lentamente e inevitabilmente viene sempre più percepito come consulente dei ragazzi. Egli deve saper predisporre molteplici mezzi e strumenti di lavoro intellettuale e materiale, organizzando e procurando una vasta scelta di materiali e strumenti nei confronti dei quali gli studenti non hanno ancora una chiara o totale conoscenza. Ciò amplia consistentemente lo spettro d’orizzonti nello studio delle Materie e negli approcci comuni alla vita individuale e collettiva.

 

Esiste poi un elemento di libertà di scelta molto importante che spesso viene frainteso anche nell’applicazione di stili educativi libertari, ovvero:

⁃ I ragazzi devono poter scegliere la libertà di apprendimento e il seguire un corso strutturato secondo un piano precedentemente organizzato: Gli studenti realmente e non ideologicamente liberi, hanno così la facoltà di poter conoscere secondo forme di apprendimento autonomo ma anche di continuare ad imparare “alla vecchia maniera”, cioè passivamente. Con questo percorso si dovrebbero evitare situazioni e processi intrusivi dove l’adulto, anche in buona fede, interviene con la propria autorità di giudizio su questioni che devono comunque essere svolte e risolte esclusivamente dai ragazzi, come lo scegliere anche di seguire un programma prettamente ‘tradizionale’, a scapito di una situazione di crescita esclusivamente ‘autonoma’, come molte correnti ‘alternative’ o ‘democratiche’ invece assolutamente prospettano. In questo modo invece si afferma che la scuola è fatta dai ragazzi e solo da essi (e che la scelta rimane sempre a loro) e non da visioni programmatiche (seppur di coscienza e benevole) che, comunque, rimangono nel circuito d’esperienza degli adulti.

⁃ L’accompagnatore generalmente non assegna compiti da svolgere a casa, non sollecita letture di “perfezionamento”, non svolge lezioni “tradizionali” in classe o altrove, sempre che non gli venga chiesto esplicitamente dai ragazzi. Il sistema dei voti o dei giudizi non ha dimora nel percorso di studi proposto, come pure le cosiddette verifiche, le critiche, le valutazioni e comparazioni con un supposto “ben sapere” o una ricercata “buona media”. Se si vuole un voto che classifichi il proprio lavoro, lo si deve chiedere espressamente e concordare responsabilmente assieme.