Lo spadaccino nella fattoria
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Il malvagio spadaccino
schiaccia fiero un topolino
quello perde le budella
gli occhi, la coda e una zampella
il topolino morto e secco
vien mangiato da uno stambecco
lo spadaccino prende un fucile
ed entra dentro ad un porcile
spara a 22 maiali
molti sono tutti uguali
entra nella fattoria
spara a un bimbo e anche a sua zia
quelli muoion di dolore
a tutti e due gli salta il cuore
entra dentro ad uno stagno
spara ai pesci e anche ad un ragno
lo spadaccino morto va all’inferno
si accorge che li è proprio un forno
incontra il diavolo che gli dice
sei stato cattivo e l’inferno ti si addice.
Chiara Poiani
chiarap @ maggio 14, 2010
Il coniglietto e i nonni!
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Arriva dal bosco il coniglietto
che porta con se il suo fiocchetto
tira fuori un piccola carabina
e colpisce pure la sorellina
poi torna in fretta dalla nonnina
che uccide con forza la brutta gallina
il nonno in silenzio con la sega
rimane tranquillo finche prega
poi ad un tratto un rumore lo disturba
e per sbaglio si mangia la purga.
Il maldipancia lo colpisce di notte
e sua mogle lo riempe di botte
Matilda Lovato,14.o5.010,kiskanu classe VI
matildal @ maggio 14, 2010
LA MIA PRIMA LEZIONE DI RUNNING!
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Innanzi tutto devo dire che mi sono divertito veramente tanto.
Come prima lezione di running sono stato abbastanza bravo.
All’ inizio ero un po preoccupato perché non avrei mai pensato di riuscire a fare tutto quello che ha fatto il Maestro Giulio ; dopo un pò Pietro e Dimitri sono rimasti indietro.
A metà percorso ci siamo fermati in un posto dove c’ erano dei cavalli, il primo cavallo era appaloosa io penso di razza italiana classica, il pony che ci stava a fianco era pezzato e indubbiamente di razza shetland, l’ ultimo cavallo era sauro e credo di razza quarter horse, io sono stato il primo ad entrare nel paddock mentre gli altri avevano paura ma poi si sono fatti coraggio e è entrata la Sabrina e poi anche Patryk.
Tornando mi era vanuto male al ginocchio, ma poi mi è passato per il resto tutto bene.
Pierfrancesco Faccioni classe VII
pierfrancescof @ marzo 26, 2010
Descrivi la tua seconda lezione di running
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La mia seconda lezione di running è stata divertente.
Sia all’ andata che al ritorno abbiamo corso da un paletto ad un altro, e poi fino al paletto dopo facevamo camminata veloce, (di paletti ce ne erano ogni cento metri).
Questa volta c’era anche Pierfrancesco, un’ altra differenza è che a restare indietro erano Pietro e Dimitri mentre Patryk, a differenza dell’ altra volta, era davanti con noi.
Anche questa volta siamo andati a vedere i cavalli e anche questa volta Sabrina è riuscita a chiamarli fuori; per accarezzarli tutti tranne me sono andati dentro al recinto ma poi il maestro ha ricordato loro che non si potrebbe.
Quando siamo arrivati a Parco Buri abbiamo giocato al parco giochi e come la volta precedente ci siamo divertiti molto.
Per finire siamo tornati alla villa correndo.
Irene Pedone classe VII
irene @ marzo 26, 2010
Descrivi la tua seconda lezione di running
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La mia seconda lezione di running è stata bella come la prima perchè sono successe altre belle cose che adesso vi racconterò. Siamo usciti da scuola facendo delle respirazioni e abbiamo camminato a passo veloce, io Patryk e Irene siamo rimasti al passo col “Maestro” Giulio mentre Dimitri e Pietro sono rimasti indietro. Arrivati ad un certo punto c’ era una scuderia con i cavalli e noi (io,Patryk e Irene) siamo andati li, io ancora una volta li ho chiamati col mio verso e sono venuti tutti e tre , gli abbiamo dato da mangiare l’ erba che c’ era li vicino, poi Pierfrancesco è andato dentro al recinto del cavallo grande grigio, alla fine con coraggio ci sono entrata dentro anche io e poi Patryk, l’ abbiamo coccolato e lui era contento . Dimitri e Pietro hanno preso la scossa allora il cavallo si è imbizzarrito.
Sabrina Scialdone classe VII
sabrina @ marzo 26, 2010
La mia seconda lezione di running
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La mia seconda lezione di running è stata abbastanza bella. Perché c’ era vento. Siamo partiti camminando e ci siamo fermati a una fattoria guardare i cavalli. Poi ci siamo fermati in uno spiazzo più in là e poi ci a detto di farla di corsa ma io e Dimitri siamo stati in dietro e il maestro c’è venuto a prendere e poi siamo arrivati insieme a scuola.
Pietro Passarin CLASSE VII
pietro @ marzo 26, 2010
La mia lezione di running
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Oggi ho fatto una nuova lezione che si chiama running . Abbiamo mangiato e siamo partiti camminando; siamo arrivati sull’ argine, poi io e Dimitri abbiamo visto un cavallo e la Sabri chiese al maestro : Possiamo andare a vederli? Si così corremmo tutti a vederli. ne vedemmo visto uno, che uscì, del box così lo accarezzammo tutti ; io mi spostai per vedere il pony e il cavallo mi seguì. Poi ripartimmo e io Pietro e Dimitri partimmo ma ci stancammo presto allora ci mettemmo a camminare e pian piano arrivammo alla meta.
Patryk Poletto VII
patryk @ marzo 26, 2010
La mia prima lezione di running
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La mia prima lezione di running è iniziata così. Sono arrivato a scuola con la tuta, ho salutato il maestro Giulio e gli ho chiesto quand’era la lezione di running , e lui mi ha risposto che era subito dopo mangiato. Ore 13:45 siamo usciti (fuori) tutti e cinque e abbiamo fatto un’po di stretching e poi per tutto il tempo abbiamo fatto “camminata veloce” del maestro Giulio , che per noi è quasi una corsa, infatti Pietro e Patryk rimanevano sempre indietro e allora il maestro Giulio gli fischiava perché ci seguissero, ad un tratto abbiamo visto un frisone nero che galoppava verso di noi. Poi dopo molta ma molta strada ci siamo fermati per riposare un’pò, fatalità eravamo seduti, vicino ad una fattoria con due cavalli e un pony. Poi siamo tornati indietro correndo! Ma vi immaginate 5,00km di corsa, ma siamo pazzi?!!! Infatti io, Patryk e Pietro ci siamo fermati quasi subito mentre il maestro Giulio, Irene e Sabrina sono andati avanti. Noi siamo arrivati con calma dopo.
Dimitri Quaiato classe VII
dimitri @ marzo 26, 2010
Un Mese Strampalato
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Salve, sono Jimmy. Mi chiamerei James ma potete chiamarmi così. Tutti i miei amici mi chiamano così. Anche i miei nemici…. comunque, dicevo, era la fine di una giornata di scuola, il mio migliore amico Vercingetorige stava parlando con me, ma non so se si possa dire che io facevo lo stesso con lui. Probabilmente mi stava parlando della sua nuova fidanzata, ma sai quanto me ne fregava a me…
Avevo altro per la testa: mio padre aveva detto che oggi, quando tornavo a casa trovavo una sorpresa… chissà cos’era…
Quando Vercy tornò a casa, prima di entrare mi fece: “Allora, hai capito la gravità della cosa?” la sua voce rauca a causa del mal di gola mi rimbombò nelle orecchie e mi riportò alla realtà. “Ehm… certo che ho capito, vuoi che sia sordo?” “No Jimmy, solo che mi sembravi un po’ sulle nuvole…” “Ma che dici! Io posso ascoltarti e pensare alle cose mie allo stesso tempo. Lo sai che sono un genio, te lo dico sempre.” “Certo… e tu speri che io ci creda tutte le volte che me lo dici?” Scoppiammo tutti ed due in una sonora risata. Quindi ci salutammo e io tornai a casa, dove non sapevo ancora il pericolo che mi aspettava… appena entrato, mio papà mi fece: “Ciao Jimmy! Com’è andata la scuola?” Io risposi “Abbiamo dissezionato una rana, ma ti prego fammi vedere la sorpresa! Tipregitipregotipregotiprego!!!!!!!” “Uhm… sai James, dovresti essere più grande… magari tra 5 anni…” “Ah ah! Ti ho scovato! Una volta mi hai detto che quando mi chiami James e non Jimmy vuol dire che stai scherzando!” “Bravo! Era una prova per vedere se eri degno del regalo che ti ho fatto. Allora… ti ricordi quando mi hai detto che volevi una pianta carnivora a casa tua?” “….. a sette anni?” “Sì! Esattamente!” “Ma papà! Ero piccolo! Non mi dire che hai comprato una…” “Pianta carnivora! Eccola qua! Ta-da!” e con questo gesto la sua dignità scese a zero. Aveva comprato una cosa che gli avevo chiesto in seconda elementare!!! Comunque, la pianta carnivora era riposta in un vaso di terracotta ed era alquanto strana: aveva
delle foglie che pendevano all’ ingiù e avevano tutte come dei piccoli dentini. “Papà! Non sono più un bambino di seconda elementare! Forse mentre non te ne accorgevi questa pianta ti ha mangiato un pezzo di cervello!” “Cosa??… n… non ti piace il regalo che ti ho fatto??… io… pensavo che saresti stato felice…” “Dai, papà, non metterti a piangere, terremo questa pianta come tutte le altre che abbiamo in casa. Mi dispiace di averti offeso…” “Grazie James, sei molto comprensivo…” “James? Ma allora…” “Ah Ah Ah! Ci sei cascato come un pollo!!! Ah Ah Ah! Uh.. uh… ah ah!!” gli era venuta la ridarella. E a me era venuta voglia di menarlo. “Uh… uh… che allocco che sei, Jimmy, lasciatelo dire!” “No, non me lo lascio dire!” presi e me ne andai con la bici dai miei amici. Pensai: – Vercingetorige no, a quest’ora fa sempre i compiti. Mario e suo fratello Luigi!- Andai a casa loro e ci restai a dormire. Passarono i giorni, le giornate di scuola erano sempre più noiose, i miei amici sempre più simpatici, i bulli sempre più cattivi, papà sempre più scherzoso, Vercy sempre più chiacchierone, io sempre più preoccupato. Volete sapere perché? La pianta carnivora, ogni volta che tornavo a casa, diventava sempre più grande e sempre più cose sparivano da casa nella notte. Pensavamo che fossero i ladri, ma scoprimmo che sparivano cose sempre più grandi, grandi come la pianta. Non riuscii a convincere papà a non dare più da bere alla pianta, che ormai aveva i denti così grandi che se avesse voluto avrebbe potuto mangiarsi anche il suo proprietario. A un certo punto, la pianta divenne così grande che la trapiantammo in giardino, dove divenne grande come un albero. Un giorno, un tragico giorno, tornai a casa e vidi la mia piantina da 20 centimetri divorare casa mia in piccoli bocconi. Il tetto stava crollando e mio papà usciva di casa gridando: “Jimmy! Jimmy meno male che sei tornato a casa! Guarda cosa sta facendo alla casa di mia madre! Ce l’aveva lasciata in eredità…” “Papà! Sapevo che non dovevi dare da bere a quella pianta… cavolo! Ma forse ho la soluzione.” “Tu?? Ahah! Ma se l’ultima volta che abbiamo seguito una tua idea siamo finiti…” “Non ricordarmelo! Devo concentrarmi! Allora…” l’ ultima volta che avevamo seguito una mia idea eravamo finiti in un canile, e dovevamo andare al bar. “Io vado a prendere il piantinario in camera mia stando attento a i pezzi di casa che cadono, poi esco facendo attenzione alla pianta carnivora, e poi guardo il rimedio per farla smettere di vivere. Ci ho già provato col veleno, ma non funziona.” “Tuu hai provato a uccidere la mia piantina??!!” “Be, ecco… lasciamo stare! Vado e torno!” E così partii per quello che potrebbe essere il nuovo film: “Mission Impossible IV”. Entrai appena in tempo, la pianta non mi notò, quindi mi feci strada tra i pezzi di tetto, non ne caderono altri per fortuna, salii le scale, presi il piantinario, scesi le scale, schivai i pezzi di tetto che caderono, mi ferii al braccio, uscii di casa e schivai la pianta, andai da papi e aprii il libro. “Ci hai messo troppo. 7 minuti e mezzo.” Mi disse il sapientone rompiscatole di mio papà. “Grr… lo vuoi sto libro o no??” scoprimmo che serviva un fiore molto raro, molto bello, che cambiava colore ogni 2 secondi. “Ma dove lo troviamo un fiore così?? Cavolo… ci distruggerà tutto e poi toccherà a tutto il nostro piccolo paese di Bianchestate.” Ma in quel momento fortuito arrivò Vercingetorige che mi disse: “Jimmy! Jimmy! Guarda cos’ho!” “Ma quello… è il fiore che serve!” “Ma certo! Te ne ho parlato tutti i giorni, è il fiore che vuole la mia ragazza. Non sei contento per me?… Ehi! Perchè me lo hai strappato di mano??” Probabilmente me ne aveva parlato tutti i giorni, ma come sempre non lo avevo ascoltato. In quel momento il fiore cambiava da colore rosso a giallo. “Mi serve per qualcosa di più importante. Tiè, brutta piantina!” Quindi lanciai finalmente la pianta sull’altra pianta, che prima divenne piano piano rossa, pio nera, poi rigurgitò qualcosa di nero, poi divenne grigiognola, e poi si trasformò in cenere. “Yu-hu!! Grazie Vercy! Sei stato grande!” Il mio migliore amico era un po’ confuso in quel momento “Eh? Uh? Pianta gigante?Fiore? Fidanzata? Piantina? Jimmy??……” sembrava stesse impazzendo “Non ti preoccupare Vercingetorige, hai fatto la cosa più giusta.” “Ih ih… Ah ah.. c-c-certo… o-ok Jimmy, lo s-sai che sono sempre d-dalla tua p-parte…” “Poverino, non credi che debba riposare un po’ papi?” “Sì lo credo anch’io.” E così portammo Vercy a casa sua e dopo chiamammo dei muratori per ristrutturare la nostra.
Questo è tutto, la mia storia finisce qui. Ma non scordatevi di Jimmy, quello della pianta gigante. Ciao!
Samuele Zenti, classe VI
samuelez @ marzo 12, 2010
Arriva il disordine in classe VI
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I piccoletti di prima elementare, ogni mattina portano il disordine in classe VI.
Da qualche giorno gli alunni e i maestri di VI sono disturbati dalle pesti di prima elementare,ossia sebastiano il più piccolo e aggressivo,Ari e Nicolas le parti forti della scuadra e per ultima Marlene la supergirl.
Ad esempio la loro ultima incursione fu strutturata così: sebastiano entra per primo nascondendosi sotto i banchi seguito Ari e Nicolas che entravano strillando e si dirigevano verso l’angolo del pianoforte e per finire Marlene inziava a saltellare conto Chiara e Matilda sferrando calci e pugni.Matilda e Chiara le quali stavano disegnando iniziano a gridare e prenderli in braccio spostandoli fuori dalla porta ma loro molto insistenti rientrano e fanno tutto da capo,allora arriva il maestro Davide che con molta gentilezza e cautela riesce a mandarli fuori.Questa situazione si ripete spesso e chissa come andra a finire la cronaca dei piccoletti in classa VI….
Matilda Lovato,classe sesta kiskanu
la realtà degli accadimenti secondo gli occhi di Matilda – libera interpretazione di fatti, secondo il metro di giudizio di Matilda
matildal @ marzo 12, 2010
